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FABREGAS IN CONFERENZA:"IO NON SO NULLA DEL CHELSEA, SONO CONCENTRATO SUL GENOA CHE È UNA GRANDE SQUADRA. INTER? LA NOTTE CHE HO DORMITO MEGLIO DOPO UNA SCONFITTA"

  • Immagine del redattore: News Como1907
    News Como1907
  • 25 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

Prima di Genoa Como in programma domani alle 15, ha parlato Mister Cesc Fábregas. Ecco le sue parole:


"Domenica ci attende una partita importantissima. Il Genoa è migliorato molto, ma per me era già una grande squadra, da top ten. De Rossi sta facendo un grandissimo lavoro, mi sembra una squadra molto completa. Hanno quattro attaccanti che l’80% del campionato vorrebbe, sono molto forti. Giocheremo in un ambiente caldissimo, in uno stadio che mi ricorda la Premier League. Sono partite bellissime da giocare per i calciatori, loro mi ricordano noi a questo punto della stagione l’anno scorso. Sono ancora più pericolosi in questi casi, ho visto tante loro partite e giocano con un’idea giustissima di calcio. Mi aspetto un Genoa aggressivo, faranno il tipo di partita che disputano solitamente in casa. Amorim mi sembra un giocatore fantastico e Baldanzi ha giocato titolare diverse volte nella Roma, a un livello molto alto. Hanno attaccanti fortissimi, la panchina è valida e i principi portati da De Rossi sono chiarissimi. Secondo me sono un’ottima squadra, ripeto, da prime dieci in classifica. Come sta la squadra? I ragazzi sono coraggiosi, affamati e vogliono sempre di più, questo è parte della crescita individuale e collettiva. Noi dobbiamo essere preparati per uscire sempre forti da qualsiasi risultato. Questa è la cosa più importante. Douvikas sta bene. Vojvoda ha avuto una piccola lesione muscolare nel finale di gara contro il Sassuolo, avevamo finito i cambi e ha dovuto giocarci sopra. Sergi Roberto ha accusato un fastidio al polpaccio contro l’Inter in campionato, speriamo di riavere entrambi a disposizione per il Napoli. Diao ha avuto un affaticamento prima della Coppa Italia, oggi si è allenato molto bene. Ramon sta migliorando di condizione, gli altri stanno tutti bene. Mi lascio andare per le emozioni che ci sono durante la partita, quella di martedì è stata la notte in cui ho dormito meglio dopo una sconfitta. Ho dormito sereno perché la nostra prestazione l’ha vista tutto il mondo, tutti hanno visto le occasioni che abbiamo avuto. Dopo il Sassuolo praticamente non ho chiuso occhio, ma abbiamo messo in difficoltà l’Inter in due partite e i ragazzi mi hanno dato tutto, ancora una volta. Mi dimostrano sempre che faccio bene a fidarmi di loro, adesso mancano cinque finali come lo era stato l’anno scorso. La squadra dimostra sempre identità, può creare problemi a tutti i tipi di squadra. Ovviamente il risultato è importante, in questo momento secondo me manca ancora tanto per avvicinarci al livello, ad esempio, dell'Inter. Continuiamo per la nostra strada. Io volevo vincere nei novanta minuti, abbiamo spinto per fare lo 0-3. Penso che il cambio di Diao sia stato giusto, ha messo in difficoltà Acerbi e ha avuto la palla dell’1-3. È normale che l’Inter ti chiuda nell’ultima mezz’ora, ma noi abbiamo avuto le occasioni per andare in finale. È stato più merito loro che demerito nostro l’assalto finale e il fatto che ci abbiano chiuso in difesa. Abbiamo finito la partita con sette Under 23 in campo e questa è la nostra strada. Io sono molto sereno, penso che il campo abbia parlato di un Como protagonista e la differenza l’hanno fatta anche piccoli dettagli, come gli episodi tra Douvikas e Acerbi ad esempio. So che abbiamo dato il massimo, siamo stati competitivi e abbiamo lottato fino alla fine, senza fare drammi per la sconfitta. I giocatori avvertono la tensione? Qualcuno sì e qualcuno no. L’anno scorso, in questo periodo, davo tutte le settimane tre giorni liberi, non c’è una ragione per vincere o no. Io voglio giocatori giovani che lasciano la vita ogni allenamento e che spingono al massimo per il Como: noi siamo questi, qualcuno sente più di altri il fatto di lottare per qualcosa di importante, anche perché per loro è la prima volta dato che sono ai primi anni da professionisti. A volte sono più educatore che allenatore, oggi un allenatore deve saper fare tutto: un tecnico che parla solo di tattica è un cattivo allenatore. Adesso non dobbiamo mollare, proviamo ad arrivare più in alto possibile”.


Cesc Fábregas
Cesc Fábregas

 
 
 

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